Parco Rurale di Villa Montesano

Un luogo di memoria, natura e paesaggio storico

Parco rurale di Villa Montesano

Benvenuti sulla collina di Montesano, dove si erge l’omonima villa storica, un tempo dimora della nobile famiglia napoletana dei Mastrilli e oggi considerata un bene di particolare interesse storico e architettonico.

Guardandoci intorno, possiamo notare come la zona sia oggi un noccioleto, ma non era così in passato. Un tempo, l’intera area era conosciuta come “La Vigna”, per la coltivazione della vite che qui era molto diffusa. Pensate che su questo stesso terreno sono state ritrovate persino tracce di frequentazione umana risalenti all’epoca del Bronzo Antico.

I resti più evidenti che vediamo oggi appartengono però all’età romana. Ci troviamo lungo quello che un tempo era un’importante via di comunicazione tra Nola e il Vallo di Lauro, e proprio qui sono stati scoperti due monumenti funerari. Vedete la torre quadrangolare in blocchi di tufo ben squadrati? Si ritiene che sia la parte superiore di un mausoleo romano. E a pochi metri di distanza, notate quest’altra struttura a pianta quadrangolare, costruita con blocchi di pietra calcarea, anch’essa risalente all’età tardo romana.

Accanto a queste antiche vestigia, si trova un fabbricato rurale costruito alla fine del Seicento per i coloni che coltivavano la terra. Sebbene la natura abbia ripreso il suo spazio e la casa abbia purtroppo subito il crollo del tetto e di parte di una parete, la solidità della sua costruzione con malta di calce naturale è ancora visibile.

È un’emozione incredibile trovarsi in un luogo che racchiude così tante epoche, dal fasto romano alla vita contadina, fino ai giorni nostri.

Villa Montesano

Benvenuti a Villa Montesano, un luogo che incarna la storia e la memoria collettiva del Meridione d’Italia.

Costruita tra il XVII e il XVIII secolo, questa villa fu un tempo un importante centro per i Gesuiti. Nel corso della sua lunga storia, ha ospitato personaggi illustri, come il celebre compositore Domenico Cimarosa. Il destino della villa è però legato indissolubilmente alla Seconda Guerra Mondiale: per proteggerlo dai bombardamenti su Napoli, l’edificio divenne il nascondiglio di una parte preziosa dell’Archivio di Stato di Napoli.

Purtroppo, il 30 settembre 1943, durante la ritirata dei soldati tedeschi, la villa fu data alle fiamme e il suo prezioso contenuto andò in gran parte distrutto.

Dopo decenni di abbandono, la villa è stata completamente restaurata e riportata al suo antico splendore, anche grazie all’impegno della famiglia Antignani.

Oggi, Villa Montesano è una location rinomata per eventi e matrimoni. Visitandola, potrete ammirare non solo la sua architettura restaurata, ma anche la sua storia di distruzione e rinascita, un simbolo

Parco della Preistoria - Croce del Papa

L’insediamento di Nola–Croce del Papa, scoperto nel 2001, è uno dei siti più straordinari della prima età del Bronzo in Campania. Qui un’eruzione antichissima del Somma-Vesuvio, la stessa delle “Pomici di Avellino” (circa 1900 a.C.), ricoprì completamente il villaggio, preservandolo come in una vera e propria “Pompei preistorica”.

Sotto metri di cenere e fango sono emersi capanne, recinti con animali, resti di piante e oggetti della vita quotidiana. Le strutture, rimaste intatte nel loro “stampo” naturale, raccontano con grande dettaglio l’organizzazione del villaggio e l’abilità costruttiva delle comunità dell’epoca. La mancanza di resti umani e di oggetti personali fa pensare che gli abitanti siano riusciti a fuggire in tempo, portando con sé ciò che ritenevano più prezioso.

La ricostruzione in scala reale realizzata nel Parco della Preistoria di San Paolo Belsito si basa proprio su questi eccezionali ritrovamenti. Questa ricostruzione offre oggi ai visitatori la possibilità unica di avvicinarsi alla vita quotidiana dell’età del Bronzo: capire come si gestiva il focolare, come si distribuivano gli spazi interni, come si affrontavano il vento, la pioggia e il fumo, e quanto fossero avanzate le tecniche costruttive delle comunità della pianura campana. Un vero viaggio a ritroso nel tempo, dentro una casa di quasi quattromila anni fa.

Castel Cicala

Benvenuti al Castel Cicala, un luogo che racchiude secoli di storia!

Questo castello, con le sue origini longobarde, fu completamente ricostruito durante il periodo normanno. Tra il 1130 e il 1140, divenne un’importante base operativa dei Normanni durante gli assedi di Napoli, a testimonianza della sua posizione strategica.

Con il passare del tempo, il castello ha visto alternarsi diverse potenti famiglie. Dopo il declino del periodo svevo, con l’arrivo degli Angioini la contea e il castello furono affidati a Guido di Monfort, segnando un progressivo abbandono del castello a favore di Nola, che divenne il nuovo centro amministrativo.

Il momento di massimo splendore arrivò con la famiglia Orsini, che per circa due secoli controllò un vastissimo territorio. In questo periodo, il castello non fu più una roccaforte militare, ma divenne un luogo di svago e diporto per la nobile famiglia.

Dopo la dominazione degli Orsini, il castello e i suoi possedimenti passarono di mano in mano a numerosi feudatari, tra cui persino Ladislao, Re di Polonia, nel XVII secolo.

L’ultima famiglia nobile a possedere la tenuta fu quella dei Ruffo di Bagnara, che diede vita al ramo dei Castelcicala. Infine, il castello divenne proprietà dei Conti Sallier de La Tour e oggi è gestito dai Padri Cappuccini di Nola.

Esplorando queste mura, potrete ripercorrere la storia di un luogo che è stato testimone di battaglie, cambi di potere e periodi di grande fasto, fino a diventare un importante punto di riferimento culturale e religioso.

Museo Archeologico di Nola

Benvenuti al Museo Archeologico di Nola, inaugurato il 3 dicembre 2005, un luogo straordinario che vi porterà alla scoperta della storia millenaria di questo territorio.

Ospitato nell’antico Convento di Santo Spirito, il museo conserva reperti che narrano la vita e le vicende dell’area nolana. Il percorso espositivo attraversa epoche lontanissime: dalla preistoria, con i resti dei “villaggi delle capanne” sepolti dall’eruzione del Vesuvio, fino all’età romana e tardo-antica.

Tra i tesori più preziosi, non potete perdere il celebre Cippo Abellano, una stele in pietra con un’antica iscrizione che svela i patti tra le città di Nola e Abella. Le collezioni vi mostreranno anche splendidi mosaici, sculture e oggetti di uso quotidiano che raccontano la vita di tutti i giorni nell’antica Nola.

Una visita al museo è un’esperienza unica che vi permette di toccare con mano le radici di questa terra e di comprendere il suo profondo legame con la storia del Mediterraneo antico.

Anfiteatro Romano

Benvenuti all’Anfiteatro Romano di Nola, una delle testimonianze più imponenti dell’antica grandezza della città.

Costruito nel I secolo a.C., questo anfiteatro era uno dei più grandi della Campania, capace di ospitare migliaia di spettatori per assistere a combattimenti di gladiatori e altre spettacolari rappresentazioni. Conosciuto anche come “Anfiteatro Laterizio” per la sua costruzione in mattoni, l’edificio rappresenta una delle opere monumentali del periodo romano.

Dopo il suo abbandono, nel corso dei secoli l’anfiteatro fu progressivamente smantellato e le sue pietre utilizzate come materiale da costruzione. Soltanto a partire dagli scavi condotti tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 sono stati riportati alla luce i suoi imponenti resti.

Sebbene solo una parte sia visibile, il sito permette di cogliere l’imponenza di una struttura che un tempo era il cuore pulsante della vita sociale e culturale della Nola romana.

Villaggio dell'età del bronzo

Benvenuti a un luogo dove il tempo si è fermato: il villaggio dell’età del Bronzo.

Scoperto quasi per caso nell’anno 2000 durante i lavori per la linea ferroviaria ad alta velocità, questo straordinario insediamento preistorico è stato sigillato e preservato da un’eruzione del Vesuvio avvenuta circa 3.800 anni fa. La colata di fango e cenere ha agito come una capsula del tempo, cristallizzando un momento di vita quotidiana.

Quella che un tempo era un’antica comunità di capanne oggi si presenta con i calchi perfetti delle strutture abitative, completi di utensili, vasi e persino le impronte di esseri umani e animali in fuga. È uno dei siti meglio conservati d’Europa per il suo genere.

Una visita qui non è solo una lezione di storia, ma un’esperienza emozionante che permette di camminare dove un tempo vivevano i nostri antenati e di cogliere un’immagine vivida di come fosse la vita all’alba della civiltà.

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